PERCHE' PENSIAMO DI NON MERITARCI IL SUCCESSO (La Sindrome dell'impostore)
Non sentirsi "a posto": la sindrome del "not just right" e come affrontarla.
“Perché mai qualcuno vorrebbe rivedermi in un altro film? Io non so recitare, perché continuo a fare questa cosa?”
Chi ha pronunciato queste parole è Meryl Streep! Dunque amiche mie non siamo sole al mondo.
Quante volte ti capita di sentirti insoddisfatta, come se qualcosa dentro di te non andasse mai bene?
Ti è mai capitato di centrare un obiettivo, magari un obiettivo anche importante, ma continuare a sminuirlo o, cosa ancora peggiore, continuare a sminuirti? Ti impegni al massimo, raggiungi i tuoi obiettivi, eppure non riesci a goderti i successi perché c'è sempre qualcosa che manca, un piccolo dettaglio che ti tormenta? Se ti riconosci in questa descrizione, potresti soffrire della sindrome del "not just right", una condizione psicologica molto diffusa, soprattutto tra le donne.
La sindrome del "not just right", o "mai abbastanza", detta anche sindrome dell'impostore si caratterizza con un perfezionismo esasperato e una costante critica interiore.
Questa espressione è stata utilizzata per la prima volta alla fine degli anni ’70 dalle psicologhe Pauline Clance e Suzanne Imes proprio per sottolineare questi sentimenti di sfiducia verso sé stessi e la sottostima delle proprie capacità e conoscenza, nonostante quanto raggiunto di soddisfacente nella propria vita. Le persone che ne soffrono hanno standard estremamente elevati e tendono a giudicarsi severamente, concentrandosi sugli aspetti negativi di sé stesse e delle proprie esperienze. Questo atteggiamento può portare a insoddisfazione cronica, ansia, stress e bassa autostima.
Ne ho sentito parlare di recente alla radio e mi sono sentita presa in causa perché è una sensazione che conosco bene e che, pur avendo imparato a gestirla, ci sono ancora delle situazioni in cui mi sento in difficoltà, soprattutto se vengo presa alla sprovvista, ad esempio due giorni fa a un tavolo di lavoro in cui chi era con me dava per scontato che la persona giusta per un determinato incarico fossi io...che non avevo nemmeno preso in considerazione il fatto poiché mi sentivo fuori luogo.
Ma per capisci meglio vediamo insieme degli esempi pratici della sindrome dell'impostore nella vita quotidiana:
Al lavoro:
-Sottovalutare i propri successi: attribuire i propri successi a fattori esterni come la fortuna o il lavoro altrui, piuttosto che alle proprie capacità e al proprio impegno.
-Temere di essere scoperti come "imbroglioni": convinzione di non essere veramente all'altezza del proprio ruolo o di non meritare i traguardi raggiunti, con la paura di essere smascherati prima o poi.
-Compararsi costantemente agli altri: sentirsi inadeguati e inferiori rispetto ai colleghi, concentrandosi sui loro punti di forza e minimizzando i propri.
-Evitare nuove sfide o responsabilità: per paura di fallire o di non essere in grado di dimostrare le proprie capacità.
-Perfezionismo estremo: impostare standard di perfezione irraggiungibili e sentirsi frustrati quando non si riescono a raggiungere.
Nelle relazioni sociali e personali:
-Dubitare di essere amati o apprezzati: mettere in discussione l'amore e l'affetto dei propri cari, pensando di non essere abbastanza bravi o interessanti.
-Minimizzare i propri bisogni e desideri: anteporre le esigenze degli altri alle proprie, per paura di essere giudicati o di creare conflitti.
-Difficoltà a ricevere complimenti: sentirsi a disagio quando si ricevono elogi, pensando di non meritarli o che siano immeritati.
-Paura di essere un peso per gli altri: evitare di chiedere aiuto o supporto per timore di essere di disturbo o di gravare sugli altri.
-Senso di colpa per i propri successi: sentirsi immeritevoli di felicità e di successo, pensando che qualcun altro dovrebbe essere al proprio posto.
Nella vita quotidiana in generale:
-Criticare costantemente il proprio aspetto fisico: concentrarsi sui difetti percepiti e sentirsi insoddisfatti del proprio corpo.
-Procrastinare e rinviare le attività: evitare di portare a termine compiti o progetti per paura di fallire o di non essere all'altezza delle aspettative.
-Sabotare inconsciamente i propri obiettivi: commettere errori banali o auto-sabotarsi in altri modi per evitare di raggiungere il successo.
-Sentirsi sempre stanchi e privi di energia: a causa dello stress e dell'ansia costanti legati alla sindrome dell'impostore.
-Difficoltà a godersi i momenti felici: tendere a sminuire le proprie esperienze positive o a concentrarsi sugli aspetti negativi.
Questi sono solo alcuni esempi e possono manifestarsi in modi diversi per ogni persona. Se ti riconosci in alcuni di questi esempi, è importante ricordare che ci sono molte cose che puoi fare per gestirla e migliorare la tua vita!
Le cause
La sindrome dell’impostore origina da una combinazione di fattori psicologici, sociali ed educativi.
Dal punto di vista psicologico, essere perfezionisti o molto sensibili alle critiche potrebbe predisporre a questo tipo di insicurezza così come, scavando nel passato, alcune esperienze infantili, come critiche eccessive, paragoni con fratelli/sorelle, punizioni severe. Il tipo di educazione ricevuta gioca un ruolo chiave. Troppa enfasi sui risultati piuttosto che sullo sforzo personale può creare una percezione distorta del successo e alimentare l’insicurezza.
Da non sottovalutare i fattori sociali e culturali. Crescere in contesti molto competitivi e performanti può generare continue pressioni e timore di non essere abbastanza bravi, ad esempio nella vita di un atleta. Purtroppo influiscono anche gli stereotipi legati a genere, etnia o classe sociale poiché, in alcuni contesti giudicanti, finiscono per minare la fiducia in se stessi.
La mancanza di adeguati feedback positivi e modelli a cui ispirarsi sono altri fattori determinanti.
Come affrontare la sindrome del "not just right"?
La buona notizia è che la sindrome del "not just right" non è una condanna a vita!!
Con il giusto impegno e le giuste strategie, è possibile imparare a gestirla e migliorare la propria qualità della vita. Ecco alcuni consigli utili:
* Riconosci la sindrome: il primo passo è prendere coscienza del problema.
* Metti in discussione i tuoi pensieri: quando ti accorgi di avere pensieri negativi su di te o sulle tue esperienze, mettili in discussione. Chiediti se sono realistici o se sono il risultato della tua autocritica eccessiva.
*Concentrati sul presente: impara a vivere il momento presente e ad apprezzare le piccole cose della vita. Invece di rimuginare sul passato o preoccuparti del futuro, concentrati su quello che sta succedendo adesso.
*Accetta l'imperfezione: nessuno è perfetto e cercare di esserlo è un'impresa impossibile. Impara ad accettare i tuoi difetti e le tue imperfezioni come parte di ciò che ti rende unica.
*Pratica la gratitudine (quante volte l'ho detto!) : prenditi del tempo ogni giorno per riflettere sulle cose belle della tua vita e per esprimere gratitudine per quello che hai.
* Prenditi cura di te stessa: assicurati di dormire a sufficienza, mangiare cibi sani e fare regolarmente attività fisica. Prendersi cura del proprio corpo aiuta anche a prendersi cura della propria mente.
* Cerca aiuto: se la sindrome del "not just right" sta interferendo significativamente con la tua vita quotidiana, è importante cercare aiuto professionale. Un terapeuta può aiutarti a capire le cause del tuo perfezionismo e a sviluppare meccanismi di coping sani.
La sindrome del "not just right" è una condizione molto comune che colpisce molta gente soprattutto molte donne, secondo uno studio della dott.ssa Clance, quasi il 70% della popolazione ha sperimentato almeno una volta nella propria vita questo fenomeno psicologico. Con il giusto impegno e le giuste strategie, puoi imparare a gestirla e vivere una vita più felice e appagante.
Quando un giorno davanti ad una sfida decisiva sceglierai di abbassare la testa e non affrontarla per paura di non esserne all’altezza ricorda che invece puoi farcela, che puoi buttarti, puoi provare! Non costa nulla, puoi anche fallire, farai altro! LA VITA E' UNA!
Oggi può essere già il giorno per cominciare a far qualcosa: un'idea imprenditoriale che ti sembra 'troppo azzardata', un esame per il quale non hai studiato abbastanza, un incarico di lavoro che ti hanno proposto per il quale non ti senti adeguato.
Prova a chiederti perchè ti senti bloccata, perché sei sfiduciata nei riguardi di te stessa, analizza e vedrai che capirai che puoi far tutto, se vuoi.
a presto bellezze
Noe, Mamma&thecity
And remember: Non c'è limite all'essere speciali!

Grazie mille interessante
RispondiEliminaGrazie a te
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