SONNO E RIPOSO NON SONO LA STESSA COSA ( i 7 tipi di riposo)
La vita di oggi ci impone ritmi sempre più serrati e il risultato è una stanchezza cronica che ci blocca in diversi momenti della giornata. La pandemia, seppur ci ha costretti a casa e alla solitudine forzata, ha ampliato in tante persone la sensazione di stress e inadeguatezza.
Eppure in pandemia sono personalmente riuscita a costruire un equilibrio fatto di routine e abitudini 'modificate' all'occorrenza, questo perché al nostro cervello fa bene allontanare le “cose esterne” per rimettere ordine nei propri pensieri e riposare.
Quando si pensa al riposo l'associazione spontanea è al sonno, dormire molte ore però non è l'unica forma di riposo, soprattutto quando la stanchezza è mentale e non solo fisica. Capita, infatti, di dormire anche otto ore a notte per diversi giorni consecutivi, ma di avere sempre la sensazione di sentirsi esausti.
Uno studioso americano DaltonSmith individua sette tipologie di riposo, ognuna indicata per le diverse forme di stanchezza che affliggono: il riposo fisico, il riposo mentale, il riposo sociale, quello spirituale, quello sensoriale, emotivo e infine creativo.
Il primo è il riposo fisico (passivo e attivo). Per riposo fisico attivo si intende il sonno vero proprio, le sette-nove ore di sonno consigliate in media agli adulti, per garantire benessere quotidiano. Il riposo fisico passivo invece è da intendere come attività rigeneranti per rilassare il corpo e migliorarne la flessibilità ad esempio lo yoga e lo stretching.
Al secondo posto vi è il riposo mentale. Spegnere il cervello non è facile soprattutto per chi ha tanti pensieri da organizzare tra casa, lavoro, vita privata ecc. A mio avviso è la cosa più stressante, ancor di più che la carenza di sonno, infatti tenere dietro a mille impegni e cose da mettere a posto spesso mi porta malessere generale a livello fisico. Il suggerimento è di pianificare piccole pause ogni 2-3 ore durante la giornata, se non altro per ricordarsi di rallentare.
Il terzo tipo di riposo da non sottovalutare è quello sensoriale. La pandemia ci ha costretti a smartworking, ore ed ore di collegamenti al computer, videocall e teleconferenze. Anche le ore sui social network sovraccaricano vista e udito. Basterebbe scollegarci ogni tanto o chiudere gli occhi per un minuto, ridurre o eliminare le notifiche sui dispositivi in modo da non essere distratti, e spegnere la tv mentre nessuno la sta guardando o mentre si mangia.
Un altro riposo importante è quello creativo. Non dobbiamo per forza dipingere o lavorare a maglia, basta trovare un momento per un attività che ci faccia apprezzare il bello, che sia della natura, una passeggiata nel bosco o che sia artistica, una mostra, la un concerto, deve essere qualcosa che non sia un nostro hobby, o qualcosa che fa parte della routine quotidiana, come la palestra o la lezione di chitarra ma un momento tutto nostro per stimolare i nostri pensieri e i sensi.
Ecco arrivato il momento del riposo forse più difficile da attuare, quello di tipo emotivo, avere il tempo e lo spazio per esprimere liberamente i propri sentimenti e ridurre il compiacimento degli altri, ciò richiede il coraggio di essere veri.Trovare il tempo di vedere un amico, anche solo di chiamarlo per parlare di cosa ci tormenta, per sentirsi dire ‘come stai?’
Questo si lega al riposo sociale, quando non riusciamo a distinguere tra le relazioni che ci rinvigoriscono e quelle che ci esauriscono. Bisognerebbe circondarsi di persone positive. Può sembrare strano ma a volte è necessaria anche una pausa dalle persone che attingono alla nostra energia, coloro che richiedono qualcosa da noi. Non sono per forza persone negative o che hanno a che fare con la sfera lavorativa, anzi potrebbero essere il coniuge, i figli, i genitori. Non dobbiamo sentirci in colpa di dire ‘la mamma è stanca’ o ‘anche stasera ordiniamo la cena’.
Arrivati alla fine ecco il riposo spirituale. E’ importante concedersi di provare un senso di appartenenza per qualcosa, che sia la fede, la natura, il volontariato, la meditazione, o se stessi, il mindfullness per raggiungere uno stato di consapevolezza di sé, dei propri pensieri e delle proprie emozioni nel qui ed ora.
Dunque non è solo il sonno che ci serve per essere riposati, è importante focalizzare l'attenzione sulle nostre necessità e capire cosa ci fa stare davvero bene. E tu, di quale riposo senti di aver più bisogno?
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Baciuzzi
Noe Mamma&thecity
Non c'è limite all'essere speciali!

A volte il più difficile da ottenere é il riposo creativo, trovare tempo per se stessi
RispondiEliminaGrazie per le info ☺️
RispondiEliminagrazie per aver illustrato i diversi tipi di riposo
RispondiElimina👍👍
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