Fame nervosa, Binge eating o bulimia?


È da diverso tempo che vorrei scrivere riguardo questo argomento, ma non è semplice parlarne, è qualcosa di molto delicato da affrontare, un tema pieno di sfumature che mi vede coinvolta in maniera personale. Non sono una psicologa, ne’ un medico, ciò di cui parlo è un disturbo che mi sta a cuore, che conosco da vicino e che, ancora oggi, nonostante sport e vita sana, faccio fatica a debellare definitivamente. Più volte ho cancellato quanto avevo scritto perché sembrava poco personale, io non voglio spiegare cosa è un disturbo alimentare ma voglio raccontare la mia testimonianza.

Ci sono delle premesse doverose da fare.

Iniziando col dire che a tutti nella vita è capitato un episodio di fame nervosa, termine di uso comune  per indicare quella che gli esperti di comportamento alimentare chiamano “Emotional Eating”, per cui il cibo diventa strategia per fronteggiare eventi stressanti. Un momento di stanchezza fisica e mentale, magari dopo una giornata storta o una settimana faticosa, in cui ci siamo ‘sfogati‘ nel cibo, mangiando la Nutella direttamente dal barattolo, divorando un pacchetto di patatine pur non avendo appetito, succede! Usciamo dall’ufficio, ci invitano ad un aperitivo e ci buttiamo a picco sul buffet senza pensare. Non è vera fame ma un impulso che parte dalla testa, il cibo ci dà conforto, ci lascia sfogare. Ci sentiremo forse in colpa dopo, ma nulla di irrecuperabile, solo un attimo passeggero, spesso paragonato a un istinto primordiale, come il pianto dei neonati che si placa quando la mamma offre la poppata, nonostante la fame non sia il motivo del pianto.

Spesso però l’emotional eating è un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi alimentari ben più seri, come la bulimia nervosa o il Binge eating (alimentazione incontrollata). Esiste un tipo di fame nervosa psicosomatica che tende a manifestarsi per diversi motivi, tra i quali non solo stress ma soprattutto ansia, tristezza, solitudine e scarsa autostima, non si riesce più a gestire le emozioni negative e il consumo di cibo

Quando si può parlare di Binge eating Il termine significa letteralmente “abbuffata di cibo” e indica episodi in cui si assumono grandi quantità di cibo in un tempo relativamente breve con la sensazione di perdere il controllo su cosa e quanto si sta mangiando. Queste crisi avvengono in modo compulsivo e sono seguite da senso di colpa e vergogna,  spesso inducono il soggetto  a mangiare da solo o di nascosto.

Quando si può parlare invece di bulimia nervosaQuando si ha un disturbo del comportamento alimentare che consiste in una voracità patologica ed eccessiva nel mangiare, seguita talora da induzione del vomito, utilizzo di lassativi, digiuno o eccessiva attività fisica.

La mia esperienza.

Per quanto mi riguarda soffro di fame nervosa tutt’ora, e ho avuto episodi di Binge eating e di bulimia nervosa. Ci tengo a precisare che le mie osservazioni sono frutto di indagini da me effettuate tramite ricerche personali, e venute fuori grazie anche al supporto psicologico. È fondamentale chiedere aiuto, e cercare un aiuto psicologico, si può iniziare anche dal proprio medico curante, che ci indirizzerà poi allo specialista.

Parlando della mia esperienza personale posso ammettere che si tratta di una problematica psicosomatica, mi sono accorta da sola di mangiare senza aver fame, di aprire un pacco di biscotti subito dopo aver pranzato, di sgranocchiare voracemente qualcosa senza assaporarla mentre sto al pc. La fame nervosa si presenta quando mi annoio, quando sto ferma per tanto tempo, ma anche quando sono preoccupata, sono un soggetto ansioso, a volte in maniera ossessiva e ingiustificata. Come la combatto? Pensando ad altro, sfogandomi con qualcosa che non sia il cibo, allenandomi, non stando con le mani in mano. Negli ultimi anni ho intrapreso uno stile di vita molto frenetico, mi alleno, mi muovo tanto, ho diversi impegni tra casa, lavoro, palestra, corsa e soprattutto famiglia! Canalizzare le mie energie altrove mi ha allontanata dal pensiero ossessivo del cibo, il cibo è nutrimento e piacere ma non deve essere una valvola di sfogo.

Per i ben più gravi episodi di alimentazione incontrollata, Binge eating, è difficile dare una spiegazione, la componente psicologica è molto forte. Pensando ai miei episodi il più delle volte sono stati il seguito di digiuni o diete troppo restrittive, saltavo un pasto o mi privavo a lungo di un determinato cibo per poi desiderarlo a tal punto da abbuffarmi, di nascosto, fino al mal di pancia. Come la combatto?  innanzi tutto ribadisco l’aiuto dei professionisti (psicologico, nutrizionista) e, nel mio caso ho seguito dei consigli che si sono rivelati ottimi: smettere con diete restrittive e seguire un piano alimentare intuitivo, bilanciando bene i macro nutrienti e adattando la dieta al fabbisogno energetico, in base al mio stile di vita, non privandomi di nulla. 

Stesso discorso vale per la bulimia nervosa, che ricordiamolo, non è solo seguita da vomito, esistono altri atteggiamenti strategici messi in atto a seguito del senso di colpa, il digiuno prolungato o sessioni di allenamento eccessivo fino allo sfinimento. Anche qui ascoltare il proprio corpo è la chiave, riempire la fame di tutte le altre cose che esistono oltre al cibo: uscire, chiamare un’amica, guardare una sit-com che ci fa tanto ridere, leggere un libro che ci appassiona, andare dal parrucchiere. In fondo non è fame reale ma un vuoto da colmare. 

Dunque è difficile ma non è impossibile. Volevo solo dare la mia testimonianza perché qualcuno possa ritrovarsi e capire che non è un capriccio ma qualcosa di profondo e intimo, che ha che fare con il nostro io interiore. Non ho consigli ma so che alcuni accorgimenti nello stile di vita mi aiutano ancora oggi e li voglio condividere: non saltare i pasti, fare 5 pasti al giorno, fare piccoli morsi, dedicarsi ai pasti, assaporarli con tutti i sensi, senza cellulare o tv se possibile, masticare bene e lentamente, fare allenamento, combattere la noia facendo tante piccole attività, la giornata è lunga e abbiamo tutto il tempo a nostra disposizione per ascoltare il nostro corpo e imparare a conoscerci.

Baciuzzi

Mamma&thecity

Non c'è limite all'essere speciali!

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