ANSIA DI SECONDO NOME

 

Il titolo del post è volutamente ironico, lo è perché questa è la prima volta che scrivo di un problema che tocca tante persone e che mi vede protagonista, ahimè. Mi piace scrivere di fitness, alimentazione, motivazione, gestione della casa, del lavoro, vita da mamma e di tutte quelle cose che ogni giorno ci troviamo a fare, ma nessuno è realmente un supereroe ed io non sono wonderwoman, come spesso mi chiamano gli amici. Tutti noi abbiamo lati bui, ho già parlato delle sconfitte e di come possiamo 'sfruttarle' per autovalutarci e 'migliorarci', ognuno di noi è fatto a suo modo, con le sue paure, i suoi limiti e, per qualcuno, i suoi ’mostri’.

Quindi oggi parlo di un mio grande problema: GLI ATTACCHI DI PANICO.

L'occasione si presenta poiché tre giorni fa ne ho avuto uno, dopo anni, inaspettatamente.

Un attacco di panico è l'improvvisa comparsa di un periodo distinto e breve di intenso disagio, di ansia, o di paura accompagnati da sintomi somatici e/o cognitivi. Il disturbo di panico consiste nella comparsa di ripetuti attacchi di panico tipicamente accompagnati dalla paura di un attacco futuro o da cambiamenti nel comportamento atti a evitare situazioni che possono predisporre agli attacchi. https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale

Possono essere trattati con terapia farmacologica e psicoterapeutica, in base ai casi.

Ma io non voglio e non posso parlare in termini medici, posso però portare la mia testimonianza. Dal mio personale punto di vista questi attacchi non sono mai del tutto a sorpresa, c'è sempre un evento scatenante, un'emozione, una sensazione latente, a volte può essere qualcosa che è accaduto anche diversi giorni prima. Se si è un soggetto particolarmente ansioso può accadere di sentire questo disagio, i sintomi possono essere sono molteplici ma, solitamente, sia cognitivi che somatici, tra quelli cognitivi c'è, generalmente, la paura e il timore di perdere il controllo, tra quelli somatici invece possono comparire vampate o brividi, nausea o dolori addominali, palpitazioni, respiro corto, sudorazione, tremore. Questi sono quelli che solitamente ho riscontrato personalmente e NON SONO DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IN MODO UNIVOCO NE' UNIVERSALE.

Cosa faccio io? Solitamente cerco di attuare dei meccanismi che mi facciano subito stoppare qualsiasi attività, ad esempio: l’altro giorno ero già in ansia da 24 ore per dei pensieri relativi a scelte di vita importanti, sapevo dunque di non essere psicologicamente al top, ero preparata, così nel momento di down mi sono fermata, sono scesa dalla bici e mi sono seduta su una panchina, ho iniziato a fare dei respiri profondi e a guardare il cielo, mi sono accorta di non essere sola, c’era della gente poco distante, questo mi ha tranquillizzata, quando mi sono rimessa in moto, stavo andando verso casa, volevo starmene tranquilla, sono arrivata sotto casa e…ho preso coraggio e sono ritornata indietro, dritta alla meta, dove ero diretta inizialmente. 

Ho svolto la mia missione, la sera ero stanchissima, come se avessi fatto chissà quale attività ma essere riuscita a portare avanti i miei impegni mi ha fatto sentire forte nonostante la crisi. 

Solitamente si ha paura di un nuovo attacco, stavolta non è stato così, perché? Credo sia perché mi sono concentrata sul momento, sul QUI E ORA. Se ci pensiamo un attimo ci accorgiamo di quanto a volte le nostre preoccupazioni sembrano meno spaventose se affrontate una alla volta, é così che ho fatto, non ho più pensato al futuro, ma alla cosa che mi avrebbe fatto stare bene nell’immediato, poi nel futuro a breve, poi…basta. 

Mi sono di colpo tranquillizzata. 

Non so se ne’ quando mi ricapiterà ma so che la chiave é pensare al presente. Sentire il contatto con me stessa, col mio respiro, col mio corpo in questo preciso momento. 

Vale per tante piccole cose. 

💞 

Noe Mamma&thecity 

ricorda: Non c'è limite all'essere speciali!

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